Editech: la fiera delle banalità
parte seconda
Proseguo in questo articolo il commento dei lavori di Editech già iniziato nel precedente, e come nel precedente mi baso sulle notizie ricevute tramite Twitter e reperite su Internet..
Pochi, maledetti e subito.
Ina Fuchshuber di Neobooks, stando ad un tweet ha sostenuto che:
Noi editori siamo sotto pressione perché i lettori che comprano solo ebook cercano il minimo prezzo
Il che, sotto il punto di vista dei Lettori, mi sembra piuttosto vero. Uno dei vantaggi che offre l’eBook è proprio la possibilità di costare meno del cartaceo, il che si traduce per il Lettore nella possibilità di leggere gli stessi libri spendendo meno, o di leggere di più spendendo la stessa cifra. In un periodo di crisi come questo un occhio al portafoglio lo buttiamo tutti, e l’eBook in questo può essere di aiuto.
Ma è sempre vero che è solo il prezzo che cerca il lettore? Forse no, spesso chi legge eBook cerca in primo luogo la qualità e il prezzo è solo marginale, purché congruo.
Esistono delle soglie percettive nel Lettore che possono influire sulla scelta dell’acquisto. Ad esempio un prezzo percepito mediamente elevato è quello a due cifre, ovvero 10 Euro o superiore, in particolar modo se il prezzo dell’equivalente cartaceo non si discosta in maniera sostanziale. Purtroppo si trovano in vendita eBook la cui versione digitale costa quasi come quella cartacea rilegata.
Esiste una sostanziale differenza tra l’editoria tradizionale e quella digitale: mentre nell’editoria tradizionale il Lettore non ha molta scelta (o compra quell’edizione a quel prezzo o attende una versione paperback che potrebbe anche non uscire mai), nell’editoria digitale il Lettore ha spesso un fornitore alternativo che offre lo stesso prodotto od un ottimo surrogato ad una frazione del costo del prodotto ufficiale.
Pertanto imporre un prezzo troppo elevato o comunque percepito tale è spesso un incentivo, quasi un invito per il Lettore a rivolgersi ai canali del lato oscuro dell’eBook.
L’Editore non deve vedere la pirateria come un’associazione a delinquere che mira alla sua rovina, poiché non esiste arma o legge che la possa debellare. È dimostrato che il DRM, anche il più sofisticato, è facilmente rimovibile e che gli strumenti per farlo non necessitano di competenze tecniche. Inoltre la maggioranza dei libri piratati sono realizzati sfruttando l’analog gap, ovvero scansionando il libro cartaceo.
Piuttosto l’Editore dovrebbe considerare la pirateria alla stregua di un qualsiasi altro concorrente che offra lo stesso prodotto, e offrire ciò che questo concorrente non può offrire: alta qualità, vasto catalogo, facile accessibilità, acquisti semplici ed immediati, supporto al Cliente, offerte promozionali, fidelizzazione e, perché no, prezzi contenuti.
Conclusioni sconclusionate
Riccardo Cavallero, Direttore Generale Libri Trade Mondadori, espone le seguenti conclusioni sul mondo dell’editoria digitale:
il ritardo nella partenza del mercato ebook è probabilmente collegata alla mancanza di device attendibili sul mercato
siamo vincolati al mondo del DRM Adobe
Noi lettori abbiamo una sensazione diversa, direi opposta. In realtà i device ci sono e da parecchio tempo: l’inchiostro elettronico è stato introdotto nel 2004 e da allora ha subito parecchie evoluzioni. Purtroppo i produttori hanno sempre rincorso la chimera della protezione tramite DRM, pressati ovviamente dagli Editori, e per questo lo sviluppo dei device hanno subito frequenti rallentamenti e cambi di rotta. I già citati formati EBG, il .lit usufruibile solo su palmari Pocket PC, il Mobipocket adottato inizialmente da iRex, Bookeen e altri, poi abbandonato per abbracciare l’ePub con l’orribile software di lettura Adobe Digital Editions che è diventato lo standard de facto e al quale oggi Cavallero si sente “vincolato”…
Se solo gli Editori non avessero fatto pressioni per implementare sistemi proprietari e DRM vincolanti, oggi i dispositivi sarebbero molto più evoluti ed attenti alle esigenze di noi Lettori, invece che alle fisime di chiusura degli Editori, e la pirateria non sarebbe ai livelli attuali.
l’esperimento di vendere insieme copia cartacea e digitale non funziona: la consumer experience è complicata se non si ha 1 device
Altro caso emblematico che evidenzia come chi parla di eBook (o nella fatispecie chi gli eBook li produce) non legga eBook.
sulle piattaforme: Kindle e Apple le uniche due individuate, gli editori non hanno a disposizione piattaforme.
Il momento in cui ci sarà una piattaforma aperta sarà un buon momento per gli editori
Le piattaforme di Amazon e di Apple sono due piattaforme chiuse: contrasta apertamente con la seconda affermazione in cui si anela ad una piattaforma aperta, che peraltro non può esistere finché gli Editori non abbandoneranno l’idea di DRM. La soluzione, conclusione del sillogismo imbastito da Cavallero, è ovvia: abbandoniamo il DRM e diamo il via libera alla realizzazione di una piattaforma aperta che soddisfi Editori e Lettori.
non possiamo usare gli strumenti e le logiche del cartaceo anche per il digitale
Concordiamo anche noi lettori: InDesign non è lo strumento migliore per creare eBook, ed il risultato lo vediamo quotidianamente nelle numerose lamentele sulla qualità e compatibilità degli eBook che giungono all’eBook Club e che vengono riportate sui Forum. Purtroppo ad oggi non esistono strumenti esplicitamente pensati per la realizzazione di ePub a livello professionale che possano soddisfare le esigenze di produzione delle case editrici, anche se esistono tool freeware che svolgono egregiamente certi compiti come Sigil e , immodestamente, Writer2ePub.
per la casa editrice contano sempre più autori e lettori mentre la distribuzione perde la centralità assoluta
Senza dubbio la distribuzione cambia connotazione, ma resta fondamentale la distribuzione digitale. I Lettori vogliono poter trovare facilmente il titolo cercato, e una distribuzione a tappeto su tutti gli Store agevola il Lettore e migliora l’opportunità di vendita dell’Editore. Purtroppo si vedono casi in cui un determinato titolo viene distribuito esclusivamente tramite una sola piattaforma, come ad esempio Amazon o iBook Store. Questo è limitante per il Lettore, in quanto deve necessaiamente rivolgersi ad un unico fornitore che in regime di monopolio offre il titolo desiderato. E come abbiamo visto, le imposizioni nel mondo digitale possono portare l’utente a rivolgersi al lato oscuro. Inoltre questi Store monopolistici impongono un formato proprietario che può non essere compatibile col dispositivo del Lettore; il che significa ricorrere alla sprotezione per poter convertire il titolo in un formato fruibile.
il drm serve solo per tranquillizzare in questa fase agenti e autori ma é destinato a scomparire
Non possiamo che concordare con l’auspicio del Dott. Cavallero, ma ad oggi sembra che si predichi bene e si razzoli male. Queste parole si sono già sentite negli stessi termini e dalla stessa voce oltre un anno fa.
Autori: il DRM non protegge assolutamente il vostro lavoro. Indispettisce i vostri clienti, creando malfunzionamenti e limitazioni, impedendo la fruizione di ciò che si è pagato. Il DRM si rimuove con un semplice drag-and-drop, in una frazione del tempo in cui voi avete scritto l’incipit del vostro libro. Il DRM rallenta l’evoluzione dell’editoria digitale, e per estensione l’evoluzione dell’editoria in genere.
Agenti: fate l’interesse dei vostri Autori, e di conseguenza il vostro, evitando l’imposizione del DRM. Informatevi accuratamente sulle implicazioni di questa forma limitante di protezione, informatevi su forme alternative di protezione quale il Watermark e consigliate i vostri Autori in maniera consapevole ed illuminata.
L’invito che noi Lettori vi rivolgiamo è questo: recatevi oggi stesso presso il vostro Editore e firmate la richiesta di distribuire i vostri titoli digitali privi di DRM o con l’applicazione del Watermark, una forma di protezione sufficiente a dissuadere la distribuzione illecita senza gravare sulla fruizione del titolo. È una semplice rinuncia che potrà solo portare giovamento ad una forma di lettura che oggi in Italia stenta a decollare e che domani potrà essere determinante.
Per finire…
Vi ho annoiato anche troppo con le mie parole, e concludo con un invito a tutti i partecipanti ed ai relatori di Editech. Lo stesso invito che noi tutti Soci dell’eBook Club Italia rivolgiamo ogni giorno a chi è scettico nei confronti del libro digitale, o a chi, frastornato dalle notizie confusionarie che provengono dai media non riesce a capire cosa effettivamente sia un eBook.
Leggete un eBook, se non lo avete già fatto. Leggete un libro intero, dall’inizio alla fine, facendovi prendere da ciò che state leggendo. Provate a leggere su un Tablet e su un eReader, per valutare di persona limiti e vantaggi di ogni dispositivo. E dopo aver letto un libro leggetene un altro e poi un altro ancora. Solo dopo aver letto una decina di libri riuscirete a capire veramente cosa vuol dire leggere un eBook.
Luca “Luke” Calcinai

Alessandro Madeddu says:
Non sono in grado di comprendere tutte le implicazioni e le osservazioni ma mi sento in grado di dire che in linea di massima concordo su tutto – da lettore di eBook, da possessore di eReader, da dilettante della scrittura.
MatthewTheWorst says:
Non possiamo pretendere grossi cambiamenti, finché l’Italia resterà uno dei maggiori Paesi europei affetti dal digital divide… Patologia ormai incurabile nella classe (brontosaura) dirigente.